È un giorno come tutti gli altri.

Lo è, ma non lo è: è arrivata la fiammante e bellissima (perché la bellezza estetica di una scheda video è utile, andrò costantemente ad ammirarla mentre è in funzione) Radeon R9 280X Toxic.

Ottimo! La monto prima di subito e sarà bellissimo!

Il mio immaginario è attualmente similare a quello del pyro

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Benissimo, apro il case, strappo via con sdegno & ampia forza grezza la vecchia ma onorevole HD 6870 e mi preparo ad inserire la raggiante bellezza all’interno degli slot incatramati di polvere.

Ma.. ma. Non entra!

Lo stupore e la tristezza provata in quel momento sono stati pari a quando finisci un pacchetto di Fonzies o di Pringles o quando cerchi l’ultimo pezzo del puzzle che però è rimasto ancorato al deretano di una balena in fuga verso le Hawaii.

È così che, forte del mio acuto ingegno e della mia spiccata abilità di pensare fuori dalla scatola, mi sono cimentato in quel che poi sarebbe diventato il kamasutra tra scheda video e scheda madre. Nonostante le posizioni stranissime e gli innumerevoli tentativi, non mi è stato possibile incastrare la scheda video all’interno del case piccolo e imbottito di schifezze (e polvere).

Ma no, non mi farò mai sconfiggere da un case! Difatti, ho rimontato il pc e ordinato un case nuovo, talmente grande da poterci dormire la notte. Dopo un inaspettato colpo di scena, fu così che la storia si concluse con un lieto fine.

The end. Bae.

No, I wish. Part 2 is coming, and it’s gonna be dreadful

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